Kakà: un altro lustro nella Casa del Milan

L'A.C.Milan comunica di aver prolungato il contratto che lega Ricardo Izecson dos Santos Leite Kakà alla società rossonera fino al 30 giugno 2013.

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Milan accopPato

Se odiate la noia, in questo periodo vi conviene tifare per il Milan. Appena quattro giorni fa si parlava di quarto posto e di zona Champions, ed oggi ci tocca dispensare altri elogi e complimenti... a Prandelli! Ebbene sì, il Milan ha (già) mollato la presa, pareggiando a Catania, seppur con una formazione fortemente rimaneggiata, mentre la Fiorentina, a sua volta, batte il Livorno e resta al quarto posto, da sola, a -4 punti dalla Juventus, e a +2 dal Diavolo.
A
Catania niente di spettacolare, come ahinoi siamo da un po' abituati a raccontare. L'unico acuto è il gol di Pato, bellissimo, a filo d'erba, e da 30 metri, su cui però l'estremo difensore etneo risulta tutt'altro che incolpevole. Il Milan potrebbe chiudere persino con Inzaghi, ma un fuorigioco chilometrico vanifica tutto; allo stesso modo vanifica tutto la lentezza disarmante di Seedorf, che, servito dalla fascia opposta da Pato, si trova potenzialmente solo davanti al portiere. Potenzialmente però. Si lascia infatti raggiungere prima da Edusei, poi dal portiere Polito. A rovinare definitivamente la festa, ci pensa Spinesi con una incornata che annichilisce Kalac. Bacio a Vargas sulle lebbra, che compensa il cuoricino di Pato. Ah, l'amour!

Nicola Piras

Houston, missione compiuta!

Parafrasando un'affermazione tipica degli astronauti americani, possiamo dare l'idea dell'obiettivo raggiunto dal Milan, dopo mesi di tentativi spesso velleitari. Infatti, solo ieri è stato possibile l'aggancio al 4° posto, seppur ex æquo con la Fiorentina. Una partita, quella col Palermo, nella quale sono emersi errori in fase difensiva, difficoltà nella verticalizzazione (principalmente per opacità di Pirlo), mancanza di velocità (eccezion fatta per lo scattante Pato) e di idee. In più, Kalac, solitamente impeccabile, sottovaluta un tiro di Bresciano (siamo al 9'), reputandolo destinato ad uscire oltre il palo destro; tiro che si infila invece nel sacco del Milan. Ci pensa però il capitano Ambrosini a rimettere a posto le cose un quarto d'ora dopo, sfruttando uno dei pochi cross degni di questo nome, servito da Oddo, e infilando Fontana con una scivolata mancina. Kakà è spento, nella ripresa si opta per Gourcuff. Scelta azzeccata, perché il bretone ispira SuperPippo (subentrato a sua volta a Gilardino, che lascia il terreno di gioco senza giubbotto sì, ma coperto di molti fischi), proprio quando la gente defluiva dagli spalti, rassegnata al pareggio, e gli mette un pallone preciso sulla testa. Il pallone del 2-1. Avanti così. Il Catania ci attende al varco.

Nicola Piras

Un pareggio che sa di miracolo

Dobbiamo prendere atto della grandissima forza, specie sul piano atletico, dell'Arsenal, che non riesce però a fare punteggio pieno, strappando al Diavolo solo uno 0-0. La squadra britannica è stata nettamente superiore sul piano meramente fisico, creando quindi affanni plurimi ad un Milan che tuttavia è tecnicamente più forte.
Detto questo, dobbiamo solo sperare che al
Meazza gli inglesi facciano una partita meno intensa, altrimenti il passaggio del turno appare seriamente in pericolo.
Non ci sono scusanti, tenendo conto che
Ancelotti ha schierato una "formazione tipo", e che questa ha subìto i ripetuti attacchi dei Gunners, con ciliegina rappresentata da tremante traversa di Adebayor sul finale (94').
Abbastanza bene
Oddo, molto propositivo; non sufficiente Seedorf; appena sufficienti Kakà e Pirlo; ottimo ancora una volta Kalac, che non fa rimpiangere il collega brasiliano; benissimo Maldini (ma solo da centrale); Pato spento, ma per via del centrocampo che tutto faceva, tranne che servirgli palle giocabili. Con questi presupposti non si arriva lontano. Cerchiamo di cogliere il lato positivo di questo pareggio a reti bianche, e lasciamo al mister il tempo per capire cosa non va. Ma rimediare in poche settimane, sembra francamente utopico.

Nicola Piras

1000

Mille, come le "bolle blu" di Mina. Mille, come gli uomini di Garibaldi nella spedizione risorgimentale. Mille come le miglia di una celeberrima corsa automobilistica. Mille come "le mille e una notte". E da oggi potremo dire fieri: "mille, come le volte in cui Paolo Maldini ha risposto 'presente'". Non me ne vogliate, lettori, se non faccio commenti su uno scialbo 0-0 in quel di Parma, ma la scena va lasciata di diritto al nostro monumentale Capitano. Da quel 20 gennaio 1985 sono passate mille partite, e tutte con la maglia del Milan. Da quel giorno abbiamo imparato ad amare le bandiere, e a tenere il muso se qualcuno lascia la squadra per inseguire sogni più lucrativi e appaganti. Da quel giorno abbiamo capito che il Milan è per Paolo una scelta di vita. Proprio come lo è per noi tifosi. Ma abbiamo anche capito che avrebbe meritato quel Mondiale nel '94, e anche un premio individuale, quantomeno "ad honorem". Però sappiamo che nel calcio non c'è sempre meritocrazia, quindi per noi fa lo stesso. Per noi è come se avesse vinto tutto.
Mille volte grazie,
discendente della stirpe d'oro.

Nicola Piras

Ronaldo: il punto

Il bollettino medico circa le condizioni del Fenomeno:
Ronaldo è stato operato, e l'intervento, durato due ore, è tecnicamente riuscito. Ora il brasiliano riposa nella stanza 739, al 7° piano dell’Ospedale Pitie-Salpetriere di Parigi. Stop di 10 mesi per la fase riabilitativa. Il professor Saillant, che ha operato Ronaldo, testualmente dice: «Voi volete sapere se Ronaldo tornerà a giocare a pallone e la mia risposta è la stessa di otto anni fa: dipenderà da lui. Però il fatto che allora aveva 22 anni e adesso ne ha 31, è determinante sia dal punto di vista fisico sia per le motivazioni».

Nicola Piras

Stop

Brutto stop per il Milan, che contro un Livorno non certo irresistibile, riesce a guadagnare un solo punto. Stavolta, però, il (de)merito è tutto di Ancelotti, che schiera una formazione troppo sperimentale, già dal 1'. Il gioco è alternativamente noioso e disordinato. In quel disordine l'unico a capirci qualcosa è Pulzetti, che al 50' segna un bellissimo gol di sinistro, nell'incrocio più lontano, con Kalac incolpevole. La squadra non gira: dentro Ronaldo e Inzaghi per Paloschi e Gilardino. Rigore per il Milan al 61', segnato da Pirlo. Il risultato di parità si manterrà fino alla fine. Fiorentina sempre avanti e 4° posto ancora da agguantare.

Merita qualche riga anche un altro stop, ovvero quello del carioca Ronaldo, che si infortuna al ginocchio rimasto, sino a ieri, assolutamente sano. I medici dell' Ospedale Ortopedico Galeazzi non alimentano inutili speranze. La diagnosi è: "rottura totale del tendine rotuleo". A questo punto è doloroso, ma lecito, pensare ad una fine della carriera dell'attaccante rossonero.

Nicola Piras

Diciotto

A volte basta un numero a mettere in comune fattori che normalmente non sarebbero correlati. Ed è Alberto Paloschi a farcelo notare. Ha compiuto 18 anni lo scorso gennaio, è entrato al 18° minuto della ripresa, e 18 è il numero di secondi che gli sono serviti per infilare Manninger con una rasoiata a pelo d'erba che passa inesorabile accanto al suo palo destro. Richiamato da Braida, ha dovuto lasciare Viareggio (dove si svolge il torneo riservato alle squadre giovanili) per mancanza di uomini nel reparto offensivo. E ha fatto bene, il buon Ariedo, perché visti i vari Ronaldo (infortunato per l'ennesima volta al ginocchio sinistro), Inzaghi (ancora non a pieno regime), Gila (fermato dal giudice sportivo) e Pato (alle prese con un trauma distorsivo alla caviglia sinistra), trovare la via del gol sembrava davvero un'impresa epica. Anche perché il Siena era tutt'altro che una squadra facile da affrontare: ben messa in campo e molto attenta, pungeva poco, ma cercava di trovare lo svarione del Diavolo, per punirlo. Ha persino segnato (gol annullato per offside molto dubbio) e centrato un palo (con Frick); più volte si è affacciato all'area presidiata da Kalac (strepitoso nel finale). Tutto sommato sembrava un match destinato all'"X" in schedina. Invece il talentino della Primavera, casacca numero 43, esordisce, segna, esulta e dà input a fiumi d'inchiostro. Riesce a far passare in secondo piano persino il giganteggiante Ambrosini e il funambolico Kalac. E tutto in diciotto secondi!

Nicola Piras

Pato-logicamente vittoriosi

Se da un lato la dolce monotonia con cui Pato viola le reti delle avversarie, fa avvicinare il Milan alla zona Champions dopo la trasferta di Firenze (dominata peraltro per larghi tratti dalla formazione viola), dall'altro c'è poco da stare allegri. Infatti, il giovane carioca, subito dopo aver siglato il bellissimo gol-partita, con controllo e tiro chirurgico in piena area di rigore, si infortuna seriamente alla caviglia sinistra, preoccupando, e non poco, la banda Ancelotti.
Nei prossimi giorni ne sapremo di più, ma sembra quasi impossibile ridurre a meno di 30 giorni lo stop della baby punta rossonera. Con Gattuso KO, Gilardino squalificato, Ronaldo che marca visita, e Inzaghi sulla via del pieno recupero, la sfida casalinga col Siena sarà quantomai difficile ed impegnativa. Probabile un innesto di qualche giovane "primavera".

Nicola Piras

Gila, fune di traino

Un Milan concreto, porta da Reggio Calabria il massimo possibile. Tre punti che proiettano la compagine meneghina a ridosso della zona Champions League, obiettivo dichiaratamente obbligatorio per l'entourage rossonero. Basta un solo gol, un gol del calciatore che più di tutti, oggi, ha bisogno di dimostrare di essere un giocatore da Milan. Un gol, di Alberto Gilardino, sempre più deciso a vestire i panni di partner d'attacco del nuovo Pato (ovviamente nel modulo a due punte). Ed, onestamente, meriterebbe questo ruolo (stanti anche SuperPippo ai box, e Ronaldo alle prese coi suoi muscoli iperfragili): due gol decisivi, che valgono ben sei punti. Oro, per una squadra che ha una classifica tutt'altro che invidiabile. Propositivo più che mai Gattuso, Pirlo splendido in cabina di regia. Seedorf decisamente in "serata no". Pato poco palpabile; Kalac decisamente meglio del collega brasiliano.
I presupposti per la scalata al 4° posto ci sono tutti; andiamo a Firenze col morale alto.

Nicola Piras